Quando i sigari non sono conservati in modo corretto, la fumata può venire compromessa in modo parziale o totale. I casi più frequenti legati ad una “mala conservazione” sono:

Umidità troppo bassa: il sigaro secca. Seccando perde gli oli presenti nelle foglie di tabacco che lo compongono e, di conseguenza, perde gran parte del suo aroma. Una volta acceso, la fumata sarà sicuramente poco “saporita” e se non è stato riumidificato, si surriscalderà facilmente in quanto brucierà troppo velocemente. Va detto che, anche se riumidificato, il sigaro non riacquisterà gli aromi persi, migliorerà sicuramente ma non tornerà più nella stessa situazione iniziale. Il livello di deterioramento dipende da quanto tempo il sigaro è rimasto esposto ad un umidità troppo bassa. La temperatura, in questo caso, può aumentare o diminuire il processo di deterioramento: con un umidità bassa ed una temperatura alta, il sigaro perderà più velocemente i suoi oli. Con una temperatura bassa ed un umidità bassa, i danni avverranno più lentamente. Se non si è in condizioni estreme, un sigaro può essere esposto a delle condizioni che non gli sono favorevoli per un certo periodo di tempo (anche giorni). Solitamente si usa far riposare nell’humidor un sigaro che è stato conservato in condizioni non ottimali per un periodo di tempo pari a quello di “mala conservazione”. Ad esempio , se un sigaro è stato fuori dall’humidor per una settimana, lo si conserverà una settimana prima di fumarlo. Ci sono varie scuole di pensiero, chi lo mantiene per la stessa quantità di tempo, chi per un tempo maggiore ecc… Personalmente reputo fondamentale una cosa: quando si mette in humidor un sigaro che non è stato conservato in modo ottimale, si deve evitare in primis un eccessivo sbalzo di umidità. Se un sigaro è abbastanza secco, non va posto in un ambiente già correttamente umidificato: il sigaro è come una spugna, e quindi tenderà ad assorbire molta umidità in un breve periodo di tempo. Ciò farà gonfiare il sigaro e si potrebbero verificare delle lesioni alla capa, ovvero la foglia estera, quella che contiene tutte le altre foglie di tabacco. Se questa foglia si lesiona, (o si rompe nel peggiore dei casi), la fumata verrà compromessa. Solitamente quello che avviene in questi casì è la rottura della capa nel piede del sigaro. Quando vediamo dei sigari che presentano dei tagli sul piede (l’estremità opposta a quella che si porta in bocca) stiamo vedendo dei danni che sono, per la maggior parte dei casi, causati da degli sbalzi di umidità o da una conservazione con un umidità troppo elevata. Il mio consiglio è quindi quello di riporre il sigaro in una scatola leggermente umidificata e porlo all’interno dell’humidor, in modo che la sua riumidificazione sia graduale e non repentina.

Umidità troppo alta: il sigaro assorbe troppa umidità. Questo lo fa gonfiare troppo e, come già scritto precedentemente, si possono creare delle lesioni alla capa. Oltre a ciò, un’umidità troppo alta può anche portare alla formazione di muffe e funghi, che rovineranno il sigaro. Se si accende un sigaro con un alto tasso di umidità, solitamente giungono al palato aromi decisamente tannici, amari che non sono affatto gradevoli. Un sigaro conservato in un luogo troppo umido va messo in humidor in modo che venga ripristinata la sua condizione di umidità ottimale. Anche in questo caso è bene limitare forti sbalzi, ma l’abbassamento dell’umidità solitamente genera meno problemi (sempre sel’alta umidità non ne ha già creati).

Sbalzi di temperatura: temperatura ed umidità sono strettamente legate tra loro. Per questo motivo si deve evitare che nel nostro humidor la temperatura subisca della variazioni repentine in un breve lasso di tempo. Questo infatti porterebbe anche ad una variazione del tasso di umidità. Nel caso in cui la temperatura si abbassi velocemente, nell’humidor si creerebbe della condensa, molto pericolosa in quanto abbatte il tasso di umidità, trasformandola in goccioline di acqua. Più la condensa è forte, più acqua si formerà, e più sarà alto il rischio di bagnare letteralmente i sigari. Un incremento veloce della temperatura, invece, porterebbe ad un aumento dell’umidità nell’humidor e di conseguenza al problema di iper umidificazione (discusso precedentemente).